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Roberto Petrillo, VP Sales EMEA & America di LeCroyLa sfida per realizzare strumenti di misura sempre più precisi e sempre più veloci non ha mai fine ed è particolarmente importante per lo strumento ‘principe’ del progettista elettronico: l’oscilloscopio digitale con campionamento in tempo reale.

C’è chi afferma che è ormai necessario cambiare la tecnologia di base per riuscire a realizzare quegli oscilloscopi con banda real-time superiore ai 30 GHz che le applicazioni oggi più avanzate già richiedono.

Abbiamo chiesto un parere sulle nuove frontiere tecnologiche a LeCroy, azienda che ha saputo costruire il proprio successo proprio con le innovazioni tecnologiche applicate agli oscilloscopi digitali.

Ne abbiamo parlato con Roberto Petrillo, VP Sales EMEA & America di LeCroy.

Che tecnologie servono per aumentare ancora la banda passante degli oscilloscopi?

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Costruire un oscilloscopio real-time con banda di decine di GHz richiede tante competenze diverse e che devono far parte del patrimonio aziendale: dalle metodologie di progettazione dei chip al silicio alla capacità di definire architetture di elaborazione del segnale efficienti e all’abilità nello scrivere software efficiente che consenta all’utilizzatore finale di sfruttare al meglio l’hardware sottostante.

Quindi, per far evolvere le prestazioni serve investire in tutti questi campi, non esiste un solo componente magico che da solo consente di fare il salto di qualità, bensì un insieme di sviluppi coordinati e focalizzati alle necessità specifiche dell’oscilloscopio ad alte prestazioni che solo poche aziende al mondo sono in grado di affrontare con successo.

Per esempio, di recente LeCroy ha annunciato che la sesta generazione della tecnologia Digital Bandwidth Interleave (DBI) è stata resa operativa e dimostrata con successo nei propri laboratori di New York. Questa tecnologia di ultima generazione utilizza nuovi componenti di trattamento del segnale d’ingresso (front-end) che offrono un rumore inferiore e larghezze di banda nativa più elevate rispetto a quelle attuali. Inoltre, avvalendosi delle più avanzate tecniche di elaborazione del segnale si riescono a ottenere prestazioni che raddoppieranno quelle del nostro strumento di punta attuale.

Che ne pensa della tecnologia basata sul fosfuro di indio (InP)?

Si tratta di una tecnologia per la produzione di chip interessante e che i nostri laboratori di ricerca hanno valutato per diversi anni per comprenderne i relativi vantaggi e svantaggi.

Siamo giunti alla conclusione di non utilizzarla nei nostri prodotti commerciali sostanzialmente perché la riteniamo troppo rischiosa per quanto riguarda la possibilità di approvvigionamento dei chip realizzati con questa tecnologia, disponibili da pochissime fabbriche, e a causa di un rapporto costi/affidabilità non allineato con le nostre aspettative.

Infatti, riteniamo che con le più avanzate tecnologie di produzione microelettronica basate sul silicio sviluppate insieme al nostro partner tecnologico IBM, ben più diffuse e consolidate sul mercato, possiamo ottenere le prestazioni che ci servono in termini di banda passante e consumi, senza doverci avventurare in tecnologie ancora di nicchia, per lo meno fino a 60 GHz di larghezza di banda.

Quando ci possiamo aspettare i nuovi oscilloscopi LeCroy ?

Le attività di sviluppo e le procedure di qualificazione interna che sfruttano le nuove tecnologie di sesta generazione LeCroy sono già iniziate da tempo e prevediamo che ci permetteranno di produrre una nuova linea di prodotti high-end nel corso dei prossimi 2 anni.

I primi prodotti che utilizzano questa tecnologia saranno annunciati prima della fine del 2010 e offriranno quattro canali contemporaneamente attivi da 45 GHz di banda passante real-time.

Già verso settembre 2010 ci aspettiamo di poter mostrare in anteprima ad alcuni clienti selezionati i primi prototipi dei nostri nuovi oscilloscopi da 45 GHz, il cui lancio commerciale è previsto per l’inizio del 2011.

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