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brainPerché impegnarsi nella ricerca scientifica? Perché sviluppare tecniche ingegneristiche avanzate?

L’ultima giornata di NIDays risponde a queste domande con una salutare ventata di ottimismo: per cercare di migliorare il mondo.

Come? Favorendo la sviluppo di invenzioni originali e di tecniche operative economicamente sostenibili affinché diventino alla portata di tutti.

Per dimostrare che non si tratta solo di sogni, National Instruments coglie l’occasione di illustrare alcune realizzazioni concrete di vari scienziati, ricercatori, progettisti e studenti che si sono avvalsi dei suoi strumenti hardware e software per trasformare questi sogni in realtà.

Gli esempi sono numerosi, ma uno mi ha colpito in particolare, legato all'opportunità di adottare le tecniche della produzione personalizzata di massa (mass customization) alla rigenerazione di organi umani.

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Tecnologia Cellframe di Biostage per la rigenerazione dell'esofago

Saverio La Francesca, chirurgo italiano che attualmente ricopre il ruolo di Executive Vice President e Chief Medical Officer dell’azienda americana Biostage, ha spiegato come si possano utilizzare le cellule staminali di un paziente affetto da gravi patologie all’esofago per rigenerare in loco l’organo malato.

Biostage sta mettendo a punto una tecnica di produzione innovativa per far sviluppare all'interno di un bioerattore le cellule staminali prelevate dal paziente e depositate su un supporto cilindrico (scaffold) di materiale artificiale.

Il sofisticato sistema di controllo dei bioreattori è stato progettato da Biostage utilizzando LabVIEW, che viene eseguito su una scheda Single-Board RIO.

LabVIEW e Single-Board RIO per il controllo dei bioreattori

La produzione dell’esofago personalizzato all'interno dei bioreattori è, come facilmente immaginabile, un’attività estremamente critica, che prevede il controllo accurato di molteplici variabili chimiche e fisiche, oltre che di una precisa movimentazione dello scaffold cilindrico.

Una volta pronto, il tratto di esofago realizzato nel bioreattore viene trapiantato nel paziente, dove andrà a stimolare la rigenerazione del resto dei tessuti.

Successivamente, lo scaffold con funzioni di supporto verrà estratto dal paziente che, quindi, al termine della procedura si troverà con un esofago ‘rimesso a nuovo’ contenente solamente cellule originariamente provenienti dal proprio corpo.

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