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Strumentazione TouchI sociologi definiscono generazione Y chi è nato tra il 1980 e il 2000, persone cresciute in un mondo circondato da tecnologia, dai computer a internet, dai telefoni cellulari agli smartphone.

Si tratta di persone che generalmente accolgono i cambiamenti e adottano in modo rapido le nuove tecnologie perché ne comprendono i vantaggi che ne derivano.

Quando entrano nel mondo del lavoro o della ricerca tipicamente trovano in laboratorio strumenti di misura professionali le cui modalità di fruizione sono state decisamente superate dai progressi dell'elettronica di consumo, che la generazione Y è solita utilizzare nella vita quotidiana.

Infatti, gli strumenti di misura da banco invece sono rimasti pressoché invariati nella loro struttura di base. Tutti i componenti, come display, processore, memoria, sistemi di misura, manopole e pulsanti sono stati integrati in un singolo dispositivo autonomo.

Evoluzione delle interfacce degli strumenti di misura

Secondo un’interessante indagine promossa da National Instruments, gli utilizzatori di strumentazione appartenenti alla generazione Y si aspettano invece di trovare un laboratorio touchscreen, dispositivi mobili, connessioni cloud e intelligenza predittiva.

A tutto touch

Le interfacce utente touchscreen dei dispositivi mobili moderno hanno un’interfaccia utente completamente diversa rispetto alle manopole e ai pulsanti fisici degli strumenti attuali, che alla generazione Y appare primordiale.

Quando uno strumento di misura tradizionale viene potenziato con nuove funzionalità, si arricchisce di nuove manopole e pulsanti. Questo approccio, tuttavia, non è scalabile. Ad un certo punto, il numero di manopole e pulsanti diventa problematico e inefficiente nell’utilizzo quotidiano.

Molti strumenti più moderni hanno introdotto menu multilivello o pulsanti riprogrammabili per evitare la proliferazione eccessiva di tasti e manopole, ma la complessità di questi sistemi ha generato altri problemi di usabilità. Gran parte degli utilizzatori di strumentazione della generazione Y descriverebbe gli strumenti odierni come ingombranti.

Uno strumento che abbandona completamente le manopole e i pulsanti fisici, e utilizza un touchscreen come interfaccia utente, potrebbe risolvere queste problematiche. Le interfacce touchscreen sono invece percepite dalla generazione Y come modo di interazione più efficiente ed intuitivo delle manopole e dei pulsanti fisici.

Un vero cloud per la strumentazione

La generazione Y è abituata a disporre di un accesso istantaneo ai propri dati, basato su tecnologie cloud. Servizi come Dropbox e iCloud, Google Drive e mille altri archiviano i documenti nel cloud e li sincronizzano automaticamente tra i dispositivi.

Gli strumenti di misura che incorporano reti e connessioni cloud potrebbero fornire gli stessi vantaggi agli utilizzatori e potrebbero migliorare notevolmente l'efficienza e la produttività dei gruppi di lavoro.

Intelligenza integrata

Indubbiamente l’intelligenza integrata negli strumenti di misura a servizio dell’utilizzatore è un concetto ben noto e che ha dato vantaggi evidenti anche a tutte le generazioni precedenti.

La generazione Y si aspetta ancora di più, si aspetta che lo strumento utilizzi le informazioni legate all’ambiente operativo e al contesto attuale per anticipare le esigenze degli utenti, fornendo suggerimenti, funzioni e contenuti.

Gli esempi del mondo mobile come Siri e Google Now, che forniscono informazioni utili sulla base di geolocalizzazione e i dati di ricerca, cercano di immaginare cosa cercherà l'utente e propongono le risposte ancora prima che venga formulata una domanda specifica.

Un livello di intelligenza simile, applicato alla strumentazione di misura, potrebbe cambiare le regole del gioco.

Ad esempio, un controllo vocale potrebbe non solo fornire un'interazione senza l’utilizzo delle mani, ma semplificare anche le interazioni con le varie funzioni. L'intelligenza predittiva, inoltre, potrebbe essere impiegata per mettere in risalto dati interessanti o specifici.

Un oscilloscopio potrebbe effettuare uno zoom in automatico, configurarsi in base ad una parte interessante del segnale o aggiungere misure specifiche relative alla forma del segnale.

Realtà o fantasia?

Il fatto che National Instruments suggerisca questi scenari fa immaginare che presto vedremo qualche applicazione pratica di questi concetti.

Rimaniamo in attesa e speriamo di rimanere a bocca aperta, anche noi baby vecchietti della generazione X.

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