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RadMan 2XT 5GChiunque sia esposto per lavoro a campi elettromagnetici (CEM) ad alta intensità, ad esempio in prossimità di antenne radar, impianti di diffusione radiotelevisiva o stazioni radio base per la telefonia mobile, deve godere sempre della massima sicurezza.

Al fine di escludere ogni rischio per la salute, è essenziale indossare un dispositivo di protezione individuale (DPI) che avverta in maniera affidabile quando i valori relativi al CEM hanno raggiunto un livello critico. Per questo complesso compito di monitoraggio, Narda Safety Test Solutions ha ora sviluppato il tester RadMan 2, anche in vista delle future applicazioni nell'ambito delle reti 5G.

Dispositivo di protezione individuale per campi elettromagnetici Il tester RadMan è un piccolo e maneggevole strumento che si indossa sul corpo, avverte in maniera insistente, tempestiva e soprattutto affidabile in presenza di livelli di esposizione ai campi elettromagnetici che superano i limiti di sicurezza previsti.

Con il RadMan 2 attaccato alla propria cintura, l’operatore che lavora in campi elettromagnetici intensi può andare sul sicuro, soprattutto quando non dispone di informazioni certe sull’attuale livello di intensità di campo. Il suo monitor personale assicura automaticamente e in qualsiasi momento la corretta soglia di allarme per l’intera gamma di frequenza grazie a una valutazione della risposta in frequenza.

I valori limite ammessi definiti negli standard possono variare e dipendono dalla frequenza. Dato che il dispositivo dispone sia di sensori per il campo elettrico (E) che per il campo magnetico (H), è irrilevante a quale distanza dalla sorgente del campo l’operatore si trovi, che sia in un campo elettrico o magnetico molto forte.

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Sarà sempre il valore più alto dei due a far scattare l’allarme e viene visualizzato in percentuale del valore limite ammesso, come definito ad esempio dall’ICNIRP.

L’allarme è insistente - forte, luminoso e vibrante - in modo da poter essere avvertito da chi lavora nel campo anche in presenza di forti rumori o condizioni ambientali avverse.

La messa in funzione e l’utilizzo sono estremamente semplici. Il “test automatico dei sensori” verifica, ad esempio, il corretto funzionamento dei sensori subito dopo l’accensione del dispositivo. Ciò rende superfluo l’uso di un generatore di test esterno.

Uno speciale assorbitore di RF tra corpo e sensore assicura che l’intensità di campo effettiva venga sempre misurata accuratamente e correttamente durante il funzionamento, eliminando gli effetti del corpo che potrebbero falsificare i risultati, come ad esempio le riflessioni dei segnali.

Questo robusto dispositivo è resistente alle intemperie avendo il grado di protezione IP 65 e si può staccare dal suo supporto con una sola mano, ad esempio per effettuare il monitoraggio isotropo (non direzionale) dell’esposizione al campo durante la ricerca di perdite in prossimità dei connettori di cavi. Ciò garantisce la visualizzazione sicura di tutti gli hotspot sia nel campo E che nel campo H, indipendentemente dall’orientamento del dispositivo.

Le sue batterie ricaricabili garantiscono un’autonomia di ben 800 ore di esercizio con un’unica carica.

Il nuovo dispositivo per il monitoraggio delle radiazioni è disponibile in due versioni: un modello più economico per gamme di frequenza fino a 8 GHz con meno funzioni, ma con la stessa protezione premium del “fratello maggiore” concepito per gamme fino a 60 GHz.

Grazie all'ampia copertura in frequenza, il tester RadMan 2 avverte in qualsiasi momento e in maniera affidabile anche in presenza di frequenze radio e radar o nello spettro delle onde millimetriche di prossimo utilizzo nelle reti 5G.

Alcune funzioni sono riservate al modello XT: la modalità operativa “RF detection” con funzione di ricerca dei toni consente di effettuare la ricerca isotropa di perdite con il dispositivo non indossato direttamente sul corpo. Modificando l’altezza tonale man mano che si avvicina una sorgente di campo, l’utilizzatore può verificare in maniera rapida, semplice e affidabile se l’antenna è effettivamente spenta prima di salirci.

La modalità “Pulse”, un’impostazione che fa scattare l’allarme molto più velocemente, serve a rilevare con sicurezza i segnali a impulsi brevi. Grazie alla sue funzioni avanzate, questo strumento di test e di allarme di ultima generazione offre la massima sicurezza rendendo udibili, visibili e palpabili i campi elettromagnetici invisibili quando si avvicinano ai valori limite vigenti a livello internazionale.

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