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Mark BriscoeIn occasione della presentazione ufficiale della nuova famiglia di oscilloscopi DPO3000, abbiamo incontrato Mark Briscoe, che in Tektronix ricopre il ruolo di Product Marketing Manager responsabile della linea di prodotti Value Scope.

 


Nel suo ruolo Lei ha occasione di parlare con molti progettisti elettronici, quali sono i problemi che devono affrontare più spesso?

La tendenza fondamentale è che i progetti diventano sempre più complessi, anche in quelle applicazioni che a prima vista sono considerate semplici. Anche i microprocessori e i microcontrollori più economici diventano sempre più veloci. Inoltre, notiamo che la comunicazione seriale è diventata la scelta predominante per le comunicazioni intra-sistema. Infine, moltissimi progetti elettronici utilizzano più tecnologie di base, per esempio elettronica di potenza ed elettronica digitale, per cui i nostri strumenti devono trattare bene i segnali misti.
Il risultato finale è che il debug di un progetto diventa più complicato, ma allo stesso tempo ai progettisti viene chiesto di abbassare il costo dei progetti, in pratica a fare più cose di quelle che facevano prima, ma con meno budget a disposizione.

Come risponde Tektronix a questa sfida?

Nel settore di cui mi occupo personalmente, gli oscilloscopi, è di offrire una vasta gamma di prodotti tecnologicamente avanzati, ognuno con le caratteristiche più adatte a soddisfare ogni specifica esigenze del mercato in termini di prestazioni e prezzo dello strumento, in altre parole disponiamo sempre dello strumento giusto per ogni occasione.
Dal punto di vista tecnologico, invece, l’obiettivo primario è quello di semplificare la vita ai progettisti, curando anche i particolari. Per fare un buono strumento, infatti, non basta una buona elettronica di base, serve anche un ‘ecosistema’ di qualità, che comprende funzionalità software potenti ma semplici da usare, ergonomia e accessori adeguati, dalle sonde alle utility per facilitare lo scambio dati e la Oscilloscopio Tektronix DPO3000programmazione.

Quali sono le caratteristiche più importanti per i progettisti della vostra più recente gamma di prodotti, la serie DPO3000?

Innanzitutto tecnologia di base ai vertici mondiali. Ogni tanto lo diamo per scontato, ma la tecnologia dei fosfori digitali di Tektronix (DPO) è un vero portento. Grazie alla possibilità di catturare 50.000 forme d’onda del segnale al secondo rappresentandole sul video con persistenza variabile e intensità proporzionale alla probabilità degli eventi, a colpo d’occhio si può capire come sta funzionando il sistema senza correre il rischio di perdere eventi anomali rari.
Un altro punto di forza della nuova serie DPO3000 è la capacità di memoria, pari a 5 milioni di record per ogni canale, che permette di acquisire lunghe sequenze di eventi senza perdere la possibilità di effettuare uno zoom per controllare i dettagli più minuti del segnale.
E qui entra in gioco l’usabilità del prodotto. Una cosi grande quantità di memoria servirebbe a poco se fosse scomodo cercare un particolare eventi all’interno di una massa enorme di dati.
Nella serie DPO3000 abbiamo inserito Wave Inspector, ossia una serie di funzioni ergonomice che facilitano lo navigazione, lo zoom e la ricerca di particolari eventi. Sul frontale, la manopola principale è sdoppiata: il pomello comanda lo zoom, la ghiera sottostante serve a navigare all’interno della forma d’onda acquisita comandando lo scorrimento con velocità proporzionale al grado di inclinazione a destra o a sinistra della ghiera. Il vantaggio è che con una solo mano si comanda zoom e scorrimento in modo estremamente comodo e intuitivo.
Inoltre, Wave Inspector permette di impostare ricerche parametriche sul segnale così come si fa con il trigger, dando la possibilità in un batter d’occhio di trovare tutte le occorrenze dell’evento che si sta cercando.
Altro punto fondamentale è la possibilità di impostare il trigger sui protocolli seriali.

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Perché sono così importanti la decodifica e il trigger sui bus seriali?

Semplificemente perché i bus seriali sono ormai ovunque nei progetti a segnali misti. Possono essere anche una semplice RS232, o un bus CAN o un bus SPI e il progettista ha la necessità di sapere se l’hardware sta lavorando correttamente, se il software è programmato secondo le specifiche, se il rumore sta compromettendo il trasferimento dati sul bus, cosa succede al sistema quando un certo comando sul bus. Insomma, in tutti i casi c’è bisogno di catturare e decodificare il protocollo del bus per capire se c’è oppure no un problema.
Oggi come oggi con gli oscilloscopi tradizionali per il debug dei bus seriali manualmente si osserva la forma d’onda e carta e penna alla mano si ricostruisce il comando o i dati trasmessi sul bus. E’ ovvio che ci vuole tantissimo tempo e si rischia di interpretare male cosa sta succedendo realmente. Invece, con l’opzione di decodifica seriale disponibili in oscilloscopi come DPO3000 alla vista elettrica del segnale sul bus viene affiancata la decodifica digitale in chiaro delle transazioni sul bus, rendendo estremamente più rapido il debug.

E cosa proponete per le sonde?

Tutti i nuovi oscilloscopi offrono l’interfaccia per sonde TekVPI, con la quale le sonde compatibili ‘colloquiano’ con lo strumento in modo intelligente autocalibrandosi per autoimpostandosi per avere automaticamente sull’oscilloscopio le misure nell’unità metrologica corretta ed eliminando i disallineamenti temporali (skew) nelle misure su più canali.
Inoltre, l’interfaccia TekVPI può fornire l’alimentazione alle sonde permettendo ad esempio di usare sonde di corrente senza alimentatori esterni, un altro bel vantaggio in termini di usabilità del prodotto.

Allora il buon vecchio TDS3000 andrà in pensione?

Assolutamente no. Ricordiamo che non a caso è l’oscilloscopio più venduto al mondo. Lo abbiamo rinnovato in alcune parti, per esempio inserendo la porta USB per facilitare lo scambio dati con l’esterno. Molti nostri clienti si trovano benissimo e per la loro applicazione la serie TDS3000 è la soluzione ideale, per cui la commercializzeremo ancora per molto tempo.

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