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Jeff Kodosky di National InstrumentsA NIDays abbiamo incontrato il 'papà di LabVIEW, Jeff Kodosky, che ci ha spiegato come la programmazione con linguaggi grafici di tipo parallelo ha ancora grandi prospettive di sviluppo.

Jeff Kodosky è uno dei cofondatori di National Instruments e oggi lavora tuttora per l'azienda texana ricoprendo il ruolo di NI Business and Technology Fellow.

A 25 anni dalla nascita di LabVIEW, qual è il ruolo della programmazione grafica?

E’ incredibile come ancora oggi tante volte mi sorprendo ancora nel vedere utilizzato LabVIEW in applicazioni che non avremmo mai immaginato quando lo ideammo. Certamente è una grande soddisfazione personale, ma è anche la dimostrazione che i principi di fondo sui cui è basato LabVIEW sono ancora di grande attualità e servono concretamente a favorire l’innovazione in molti settori applicativi.
Oggi ancora di più che in passato, la programmazione incentrata sul flusso di dati, che è uno dei cardini di LabVIEW, si sposa perfettamente con l’hardware informatico di ultima generazione, che in molti casi può ottenere prestazioni eccezionali grazie al suo parallelismo intrinseco, come nel caso dei chip multicore, ma che i linguaggi di programmazione tradizionali di sequenziali invece non riescono a sfruttare appieno se non con grande fatica dei programmatori.
In LabVIEW, al contrario, il parallelismo è intrinseco e facile da utilizzare grazie alla metodologia di scrittura dei programmi grafica.

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Nonostante il successo commerciale di LabVIEW, non si può certo affermare che sia diventato un linguaggio di programmazione ‘universale’, come mai?

E’ vero, ancora oggi chi studia informatica viene prima esposto ai linguaggi di programmazione testuali tradizionali e alla loro metafore di funzionamento sequenziale. E’ purtroppo un ‘peccato originale’ che si sconta per tutta la vita.
Paradossalmente, chi ha la fortuna di imparare la programmazione grafica per flussi di dati tipica di LabVIEW senza essere stato prima esposto ai linguaggi tradizionali raggiunge una produttività e una naturalezza nella programmazione parallela invidiata da tutti.
E’ un dato di fatto, il nostro modo di pensare in molti azione umane è naturalmente ‘parallelo’ e le nostre esperienze fatte con i giovanissimi con i giochi Lego contenenti gli elementi di LabVIEW lo hanno dimostrato: la programmazione parallela è assolutamente naturale.
Purtroppo, l’inerzia del mondo informatico legato alla cultura dei linguaggi tradizionali talvolta è un ostacolo, ma la sempre maggior diffusione di LabVIEW in applicazioni assolutamente diversificate testimonia che la cultura della programmazione grafica parallela è per fortuna inarrestabile.

Nelle sue presentazioni, lei cita spesso scuola e formazione. Che cosa si auspica per il futuro?

Mi auguro che cresca la percentuale di giovani che scelga di studiare materie scientifiche. Abbiamo davanti a noi moltissime sfide, da quelle legate alla questione energetica a quelle legate alla medicina e biologia. E’ un momento molto stimolante per occuparsi di scienza e tecnologia e abbiamo bisogno dei migliori talenti per evolvere in senso positivo.
A me spiace constatare che nel mio paese, gli Stati Uniti, ma anche in altri paesi occidentali, negli ultimi decenni si siano enfatizzate in modo eccessivo figure professionali lontane dalla scienza, come l’avvocatura o la consulenza finanziaria, con il risultato che i migliori giovani talenti si sono orientati a tali professioni attratti da aspettative sociali ed economiche assolutamente sopravvalutate.
Mi auguro che la società nel suo complesso e il mondo della scuola e dell’Università siano invece più capaci di valorizzare il ruolo della scienza e della tecnica, rendendolo stimolante e affascinante per tutte le nuove generazioni lo studio dell’ingegneria. Abbiamo bisogno dei migliori talenti per affrontare le tante sfide tecnologiche che attendono di essere risolte.

Non pensa allora che LabVIEW debba essere fruibile liberamente, onde favorire l’apprendimento di tecniche così importanti da parte dei giovani?

In realtà le metodologie di base di LabVIEW, come la programmazione per flussi dati, sono concetti che non abbiamo inventato noi e che potrebbero essere usati da chiunque, anche in altri tipi di linguaggi di programmazione. Oggi quello che stiamo facendo è pensare a una fruizione di LabVIEW tramite web che, almeno in alcuni sottoinsiemi, potrebbe anche diventare fruibile in modo universale.

Quando possiamo aspettarci una versione web di LabVIEW?

Stiamo lavorando, ma siamo ancora lontani dall’annuncio di un prodotto commerciale completo. Nel corso del 2010 ci aspettiamo di rilasciare qualche prima versione dimostrativa.
Intanto, alcune funzionalità di LabVIEW, come la creazione di interfacce utenti via Web, sono già state illustrate in forma preliminare, ma vi assicuro che molti dei nostri tecnici sono impegnati in questo nuova grande sfida, che certamente farà fare un altro deciso passo in avanti alla diffusione e all’utilità di LabVIEW.

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