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John TuckerJonathan Tucker ripercorre l'evoluzione delle interfacce utente nel settore della strumentazione elettronica, che ha portato a favorire l'adozione di nuovi strumenti più semplici e più comodi da usare anche da parte dei neofiti.

Ecco come descrive la filosofia che ha portato alla definizione delle nuova metodologia progettuale delle interfacce utente adottata da Keithley Instruments.

Gli strumenti di misura e collaudo hanno fatto registrare notevoli progressi nell’ultimo mezzo secolo, in particolar modo per quel che riguarda l’interfaccia utente. La comprensione dei profondi mutamenti che hanno subito questi strumenti e le relative interfacce può aiutare a individuare gli elementi che influenzeranno la loro evoluzione nei prossimi decenni.

Le manopole di controllo e gli indicatori analogici, comuni negli strumenti della metà del ventesimo secolo, hanno ceduto il passo negli anni ’60 e ’70 a controlli a pulsante e visualizzazioni digitali mediante schermi LCD o a LED.

Più tardi furono proposti display fluorescenti (VFD) a più linee in modo da consentire la presentazione dei risultati in una varietà di formati. La presenza di pulsanti a bilanciere e tasti multifunzione garantivano agli utenti una maggiore flessibilità nei processi di configurazione degli strumenti, permettendo loro di accedere alle strutture ad albero del menu comandi come quello riportato nella figura sottostante.

Struttura a menu

Sebbene strutture di questo tipo permettessero di aumentare il livello di fruizione delle caratteristiche disponibili, non si potevano definire interfacce utente intuitive in quanto generavano una certa confusione, soprattutto nel caso di utilizzatori inesperti oppure occasionali.

In tempi recenti, sia le numerose analisi condotte in ambito industriale da agenzie specializzate, sia le ricerche effettuate da Keithley all’interno del programma ”Voice of the Customer” hanno evidenziato profonde modifiche nel mercato del collaudo: le più significative sono la riduzione dei cicli di progettazione dei prodotti e del numero dei tecnici specializzati che si dedicano esclusivamente alle attività di collaudo.

Molti tecnici assumo per la prima volta la responsabilità delle attività di collaudo. Nel frattempo, è cambiato il profilo dell’utilizzatore tipico dello strumento di misura.

Oltre ai tecnici con formazione elettrica ed elettronica, vi è un numero crescente di figure professionali di estrazione non ingegneristica che richiedono un accesso ai dati in tempi brevi, ma che a volte hanno poche conoscenze nel campo delle misure elettriche.

Un gran numero di questi nuovi utilizzatori, inoltre, ha tendenzialmente conoscenze più approfondite nel settore software piuttosto che in quello hardware.

Per questi segmenti di utilizzatori emergenti, i tasti e le interfacce ai menu di comando tradizionali rappresentano un ostacolo non semplice da superare.

In sintesi, le esigenze degli utilizzatori degli strumenti della prossima generazione si possono così riassumere:

  • Semplicità: l’esigenza è ridurre il numero di tasti e di strutture del menu, così come di poter utilizzare un qualsiasi strumento – dal più semplice multimetro digitale o alimentatore fino alla più potente unità di alimentazione e misura  – senza dover per forza consultare un manuale
  • Velocità: l’obbiettivo prioritario dell’utente è fare misure, ragion per cui è indispensabile semplificare la configurazione e consentire l’esecuzione delle misure in modo rapido. In campo didattico, il docente spesso non ha tempo di insegnare agli allievi come usare lo strumento
  • Focalizzazione su ciò che è veramente importante: l’utente può essere, ad esempio, un esperto in materiali e non uno specialista software o un esperto di strumenti di misura. Il suo obiettivo è utilizzare lo strumento e successivamente tornare a svolgere il proprio lavoro.

Per soddisfare le esigenze di questo settore emergente del mercato della strumentazione di misura e collaudo e aiutare gli utenti ad apprendere in tempi brevi, lavorare in modo più efficace e ideare in maniera più semplice, Keithley ha messo a punto una nuova filosofia di progetto basata sui seguenti tre principi:

  • TOUCH: Consentire all'utilizzatore dello strumento di “raggiungere” e letteralmente “toccare” i dati
  • TEST: Aiutare l’utente a effettuare i test in modo accurato e ottenere i risultati in tempi rapidi
  • INVENT: Dare all'utente il tempo necessario per focalizzarsi sullo prossimo prodotto innovativo

Per soddisfare tutte queste richieste e seguire i capisaldi della sua nuova strategia la soluzione ovvia, secondo Keithley, è l’interfaccia di tipo touchscreen.

Grazie ai touchscreen, gli utenti hanno il controllo interattivo dello strumento “sulla punta delle dita”: chiunque possegga una smartphone conosce perfettamente come interagire con questo dispositivo. I touchscreen sono ovunque: la più recente ricerca di ABI Research indica che il numero di smartphone attivi a livello mondiale toccherà quota 1,4 miliardi di unità entro la fine del 2013.

Keiyhley SourceMeter 2450Piuttosto che costringere i tecnici ad affrontare nuovi compiti per configurare le funzioni di misura utilizzando scomode strutture di menu a più livelli e tasti multifunzione che possono ingenerare confusione, Keithely ha equipaggiato il suo più recente strumento, l'unità di alimentazione e misura (SMU) per collaudo parametrico SourceMeter 2450, con un’interfaccia utente grafica realizzata mediante touchscreen capacitivo che può essere comandata tramite gesti come accade nella maggior parte dei tablet e smartphone attualmente in uso.

Interfaccia touch a iconeLe icone sostituiscono le complesse strutture a menu e sullo schermo vengono visualizzate solamente le opzioni pertinenti a una specifica funzione, minimizzando il “disordine” sullo schermo ed eliminando qualsiasi tipo di confusione.

Lo strumento 2450 abbina le funzionalità di un alimentatore, un vero generatore di corrente, un multimetro a 6 1/2 cifre, un carico elettronico e un controllore del trigger in un unico strumento e mette pertanto a disposizione le funzionalità tipiche di un misuratore I-V, tracciacurve e analizzatore di semiconduttori.

Realizzato sulla base della filosofia di progetto “Touch, Test, Invent”, questo strumento innovativo integra funzioni di aiuto sensibili al contesto per fornire le informazioni di assistenza mediante il touchscreen, minimizzando quindi il ricorso al manuale di istruzioni.

Uno di principali obbiettivi del progetto che ha portato Keithley alla realizzazione del modello 2450 è stato quello di creare un'unità di alimentazione e misura basata su un’interfaccia touchscreen intuitiva in modo da consentirne l’uso anche da parte di utenti non esperti.

Ma vi era un altro aspetto da tenere in considerazione: un analizzatore parametrico deve mettere a disposizione le avanzate funzionalità richieste dagli utilizzatori esperti, in particolar modo quelli che devono configurare l'unità di alimentazione e misura all'interno di sistemi di collaudo automatici.

Secondo il principio di aiutare gli utilizzatori a eseguire test in maniera accurata e ottenere i risultati in tempi rapidi, lo strumento SourceMeter 2450 può ospitare al suo interno programmi di collaudo completi per garantire il più elevato throughput di test, dispone di un bus di comunicazione tra le unità che permette di aumentare senza problemi il numero di canali e assicura la compatibilità con un modello molto diffuso della precedente generazione.

*Jonathan Tucker è Senior Marketing e Product Manager di Keithley Instruments