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Guy Séné, Vice President e General Manager della divisione Microwave & Communication di Agilent Technologies

In occasione della presentazione ufficiale dei nuovi analizzatori di segnali CXA e PXA avvenuta nel corso di European Microwave Week a Roma, abbiamo incontrato Guy SénéVice President e General Manager della divisione Microwave & Communication di Agilent Technologies.

Gli abbiamo chiesto di parlarci del futuro degli analizzatori di segnali.

Come mai tutto questo fermento nel settore degli analizzatori di segnali, che in passato chiamavate forse più frequentemente analizzatori di spettro?

Siamo l’azienda che li ha di fatto inventati, per cui li conosciamo bene. E proprio perché li conosciamo bene, sappiamo quanto siano indispensabili per chi si occupa di radiofrequenza e microonde. Qualche anno fa ci rendemmo conto che per affrontare le sfide del futuro, in particolare il costante aumento delle frequenze operative e la sempre maggio diffusione dei sistemi di comunicazione digitali, serviva un approccio nuovo per realizzare una nuova generazione di strumenti che potessero superare le sfide del prossimo decennio. E' una delle ragioni che chiamare questi strumenti di nuova generazione analizzatori di spettro sarebbe stato riduttivo, in quanto l'analisi dello spettro è solo una delle tante funzionalità offerte. Nel settembre 2006 ponemmo le basi di questa nuovo approccio con la presentazione del modello MXA, che nel frattempo è diventato il best seller degli analizzatori di segnali. Con la presentazione nel settembre 2007 del più economico modello EXA e con la presentazione odierna del modello top della gamma PXA e del modello di ingresso CXA abbiamo completato la nostra nuova generazione di strumenti Serie-X.

Quali sono le peculiarità del nuovo approccio all’analisi che avete introdotto con gli strumenti Serie-X.

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Certamente quello dell’integrazione tra strumenti diversi tra loro coordinati e compatibili. Non mi riferisco solo agli strumenti di misura, ma all’intero ecosistema della progettazione e verifica dei sistemi a radiofrequenza e microonde. Gli strumenti sono un tassello di un grande puzzle, per cui devono essere in grado di colloquiare facilmente con altri sistemi: dal software di simulazione usato dal progettista al sistemi automatico di collaudo in produzione. Ecco perché abbiamo puntato sul concetto di famiglia di strumenti, che oggi sono diventati di quattro tipi per rispondere a diverse esigenze di utilizzo, ma che sono tutti basati sulla stessa architettura interna e tutti sfruttano le stesse metodologie di analisi e di misura. In tal modo, siamo sicuri che i risultati di una misura eseguiti in laboratorio con uno strumento da ricerca e sviluppo siano coerenti e confrontabili con la stessa analisi fatta in linea di produzione con uno strumento diverso della famiglia Serie-X. Inoltre, gli applicativi sono trasportabili da uno strumento all’altro senza problemi, con la possibilità per tutti di provare gratuitamente per 14 giorni qualunque delle nostre applicazioni per verificarne la coerenza con le proprie specifiche esigenze.

L’architettura degli analizzatori di rete Serie-X è di tipo aparto e basata su un PC interno, quali sono i vantaggi per gli utilizzatori?

Sostanzialmente tre. Inanzitutto gli strumenti sono a prova di futuro e possono tenere il passo con l’evoluzione delle tecnologie informatiche. Sarà semplicissimo ed economico sostituire nel tempo la CPU, le memorie di massa o le interfacce di comunicazione nel tempo in base alla loro naturale evoluzione tecnologica. Inoltre, le misure che si ottengono con gli strumenti Serie-X sono assolutamente consistenti tra loro in quanto sono basate sugli stessi algoritmi di misura, evitando sorprese nel passaggio tra progettazione, verifica e collaudo in produzione. Infine, l’architettura aperta permette di offrire la più ampia gamma di applicativi di misura adatti a rispondere a qualunque esigenza di oggi e del futuro.

In che modo il nuovo modello di punta, l’analizzatore di reti PXA, permette di fare un ulteriore passo avanti in questo settore?

Le sue caratteristiche tecniche sono semplicemente straordinarie, il meglio che la tecnologia di oggi ci permette di ottenere. Un solo esempio: 75 dB di gamma dinamica priva di armoniche su una banda di misura di 140 MHz, mai sentito prima. Ma non è questo il punto: lo strumento è pensato per evolversi nel tempo, grazie a 7 slot di espansione che potranno supportare le applicazioni che verranno. Inoltre, non abbiamo trascurato il fatto che uno strumento di questo tipo è spesso impiegato insieme ad altri sistemi progettati in precedenza, per cui abbiamo sviluppato un’estesa serie di funzionalità per garantire la compatibilità completa con gli strumenti di fascia alta della generazione precedente, come il nostro celeberrimo modello PSA, il tutto ad un prezzo pari o inferiore rispetto agli strumenti fino ad oggi disponibili.

 

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