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Tecnologia e divertimento a NIWeekGrande spettacolo sul palco della conferenza di apertura di NIWeek a Austin.

Come da tradizione, anche gli argomenti tecnici più aridi riescono ad essere trasformati un uno spasso per il pubblico presente, grazie a dimostrazioni a effetto che comunque rafforzano i ‘messaggi’ dell’azienda: il software è lo strumento e la strada per l’innovazione si chiama progettazione grafica dei sistemi.

Abbiamo visto un analizzatore di segnali RF capace di surclassare in velocità l'attuale strumento di riferimento di mercato (appuntamento a domani gli approfondimenti su questo tema), un prototipo di un intero sistema di comunicazione wireless a standard Advanced LTE con trasmissione parallela MIMO 8x8 realizzato con moduli hardware commerciali funzionante a 1 Gb/s, un sistema di collaudo per semiconduttori complessi realizzato in formato ultracompatto ad una frazione del costo dei tradizionali ATE, nuovi telai compatti per l’acquisizione dati che faranno felici tanti utilizzatori e potremmo continuare, basti pensare che oggi sono stati presentati ufficialmente da National Instruments 20 nuovi prodotti.

Le novità di LabVIEW 2011

Ma siamo a NIWeek, e quindi come non aspettarsi delle novità sul prodotto che è l’anima di questa azienda: cosa c’è di nuovo allora in LabVIEW 2011?

La più importante novità di LabVIEW 2011 è che non c’è! Sembra un paradosso, visto che la dettagliata documentazione di National Instruments conferma la presenza di oltre un centinaio di nuove caratteristiche in LabVIEW 2011, ma i punti di forza reali di questa release sono la stabilità e la velocizzazione delle operazioni di routine.

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Insomma, i programmatori che usano LabVIEW 2011 stiano tranquilli, i loro pareri sono ascoltati da National Instruments, che ha inserito quei particolari, magari poco appariscenti, ma che strappano l’applauso in sala tra gli utilizzatori piu’ accaniti.

Il messaggio di National Instruments è chiaro: LabVIEW è deve rimanere lo strumento più produttivo e più stabile per realizzare sistemi di misura e collaudo (oltre che sistemi di controllo e automazione), e allora niente rivoluzioni, ma una costante facilitazione dell’integrazione di LabVIEW con ogni tipo di hardware e software, sia di National Instruments, sia dei numerosi partner che costituiscono l’ecosistema della programmazione grafica.

Dall’era delle valvole all’era del software

James Truchard, presidente e cofondatore di National Instruments, ha osservato come la sua esperienza professionale lo ha portato a identificare cicli di 45 anni nell’evoluzione della strumentazione elettronica.

James Truchard, alias Dr TAlle origini della mia carriera da ricercatore utilizzavo le apparecchiature dell’azienda leader, General Radio, che dal 1920 a circa il 1965 era quella dominante. Gli strumenti General Radio erano il punto di riferimento per chi è cresciuto nell’era delle valvole. Alla metà degli anni sessanta l'elettronica è passata all’era dei transistor e successivamente dei circuiti integrati, che hanno favorito lo sviluppo dei computer. Nel settore della strumentazione, l'opportunità fu colta dall’allora Hewlett-Packard (oggi Agilent), che ha dominato questo settore fino al 2000. Da quel momento siamo entrati nell’era del software e ci riteniamo l’azienda di riferimento in questo campo. Dieci anni fa National Instruments era nel settore delle strumentazione un nano che sfidava diversi giganti. Oggi, grazie al continuo investimento in ricerca e sviluppo e la maniacale focalizzazione all’innovazione, siamo tra i giganti della strumentazione e siamo pronti a mantenere il ruolo di leadership per molti anni ancora. Il futuro è nella progettazione grafica dei sistemi, noi siamo pronti ad affrontare la sfida.

A tutta radiofrequenza

Le recenti acquisizioni di National Instruments, la società di software per la progettazione e simulazione a radiofrequenza AWR e la società specializzata in digitalizzatori ad altissime prestazioni PhaseMatrix, testimoniano chiaramente la scelta strategica di giocare a tutto campo la partita nel campo del collaudo a radiofrequenza, dove l’architettura modulare PXI sta raccogliendo un crescente successo tra gli utilizzatori.

National Instruments alza la posta. L’architettura modulare basata su PXI, che è il suo cavallo di battaglia da sempre, è diventata la soluzione da battere nelle applicazioni di collaudo automatico, non solo per la maggiore compattezza e minori costi di investimento rispetto alle soluzioni tradizionali basate su una molteciplità di strumenti autonomi (rack & stack), ma ora anche per le prestazioni di punta raggiungibili, come alcune delle soluzioni presentate oggi hanno saputo dimostrare.

Ma di questo parleremo più a fondo domani.

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