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Notizia bombaSe ad agosto vi stavate godendo il meritato riposo, vi potrebbe essere sfuggita una notizia destinata a lasciare il segno nel campo della strumentazione di misura e collaudo.

A prima vista sembrerebbe trattarsi solo di un classico annuncio di un nuovo prodotto modulare destinato alle applicazioni di collaudo a radiofrequenza.

In realtà, si è assistito a un cambiamento radicale nel modo in cui si può progettare e realizzare uno strumento di misura.

Il funzionamento più “intimo” dello strumento di misura, infatti, viene per la prima volta esposto in modo esaustivo, sia agli utilizzatori finali, sia ai potenziali sviluppatori indipendenti.

E’ un po’ come quando, nell'agosto dell'ormai lontano 1981, IBM realizzò il primo personal computer pubblicando tutti i dettagli degli specifiche hardware con il quale era stato costruito. Fu il segnale d’avvio per la creazione di un mercato completamente nuovo, nel quale proliferarono produttori di schede, accessori e cloni di ogni genere e grado.

L’estate del 2012 potrebbe in futuro essere ricordata come quella in cui National Instruments realizzò uno strumento modulare riprogrammabile pubblicando per la prima volta l’intero codice sorgente del firmware interno.

Ciò significa, in primo luogo, che chi acquista lo strumento può avere accesso ad ogni singolo bit della sua struttura interna, che quindi potrebbe essere sfruttata per svolgere compiti che nemmeno il suo progettista aveva immaginato.

Ma c'è di più. Se National Instruments riuscirà a favorire la nascita e lo sviluppo di un ecosistema collaborativo, si potrebbero aprire nuove opportunità per degli sviluppatori indipendenti di “applicazioni di misura”.

E’ uno scenario che ricorda quello di Apple nel momento in cui riuscì a ridefinire il mercato della telefonia. Grazie alla creazione di una piattaforma di sviluppo sufficientemente aperta e a un’infrastruttura di commercializzazione mondiale efficace, tantissimi sviluppatori indipendenti hanno creato quella miriade di applicazioni che ha dato vita a un ecosistema oggi di grande successo.

Allo stesso modo, chi realizzasse un’applicazione di misura adatta alla piattaforma modulare proposta da National Instruments potrebbe venderla in tutto il mondo.

Per l’utilizzatore finale, lo strumento universale proposto da National Instruments diventerebbe all’atto pratico lo strumento personalizzato desiderato, in funzione della specifica "app di misura" scaricata dalla rete e installata.

Il prerequisito per fare tutto ciò è imparare a programmare in LabVIEW, il linguaggio di programmazione grafica che ha fatto la fortuna di National Instruments.

Se avete delle competenze nella tecniche di misura che pensate possano essere utili anche ad altri e riutilizzabili in qualche parte del mondo, penso valga la pena approfondire e valutare questa opportunità.

La mia speranza è che se ci sarà un “Angry Birds” della strumentazione elettronica, questo sia italiano. Proviamoci!

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