Per decenni l’oscilloscopio è stato lo strumento di riferimento per osservare, misurare e analizzare segnali elettronici. Nonostante l’evoluzione delle prestazioni hardware e delle capacità software, l’interazione con lo strumento è sempre rimasta sostanzialmente invariata: configurazione manuale tramite pannello frontale o automazione mediante script basati su comandi SCPI (Standard Commands for Programmable Instruments).
Oggi, però, l’affermazione dell’Intelligenza Artificiale generativa sta aprendo un nuovo paradigma: invece di impartire istruzioni dettagliate allo strumento, l’ingegnere può descrivere il risultato che desidera ottenere e lasciare che un assistente AI traduca tale intenzione in azioni operative.
In questo contesto si inserisce MXO AI Connect, la nuova soluzione sviluppata da Rohde & Schwarz per gli oscilloscopi delle serie MXO, che introduce il concetto di "oscilloscopio AI-enabled" attraverso il protocollo MCP (Model Context Protocol).
Tradizionalmente, l'automazione di un oscilloscopio richiede la conoscenza di protocolli come VISA (Virtual Instrument Software Architecture) e di centinaia di comandi SCPI, spesso complessi e specifici per il modello utilizzato. La ricerca del comando corretto all'interno del manuale e la successiva integrazione nel codice rappresentano attività che richiedono tempo e competenze specialistiche
La filosofia introdotta da MXO AI Connect è diversa: l'utente può utilizzare il linguaggio naturale per esprimere ciò che desidera fare.
Ad esempio, invece di cercare la sintassi necessaria ( e.g. CHANnel1:STATe ON) si può semplicemente scrivere: "Abilita il canale 1 e visualizza il suo spettro con frequenza centrale a 1 GHz."
L'assistente AI interpreta la richiesta, individua i comandi necessari e configura automaticamente lo strumento. Questo approccio riduce drasticamente la curva di apprendimento per i nuovi utilizzatori e consente agli utenti esperti di concentrarsi sul problema di misura anziché sulla sintassi dello strumento.
Alla base di questa integrazione troviamo il Model Context Protocol (MCP), uno standard aperto nato per consentire alle applicazioni AI di accedere in modo strutturato a dati, strumenti e workflow esterni.
L'architettura MCP è composta da tre elementi principali:
Con MXO AI Connect, l'oscilloscopio diventa un server MCP che può interagire con i modelli di intelligenza artificiale
Nel caso di MXO AI Connect, il server MCP contiene:
Il server MCP colloquia con gli agenti AI per facilitare l'interazione con l'oscilloscopio in linguaggio naturale
In pratica, l'AI non si limita a "conoscere" l'oscilloscopio, ma dispone degli strumenti necessari per interagirvi direttamente. I modelli linguistici generalisti, infatti, possiedono una conoscenza ampia dell'elettronica, ma spesso non dispongono dei dettagli specifici relativi alle implementazioni dei singoli strumenti. MXO AI Connect risolve il problema fornendo all'assistente AI una base di conoscenza ufficiale e aggiornata direttamente derivata dalla documentazione Rohde & Schwarz.
In questo modo è possibile porre domande del tipo:
L'AI effettua la ricerca nella documentazione e restituisce la risposta corretta in pochi secondi.
Volendo schematizzare l’approccio interattivo tra l’utilizzatore dell’oscilloscopio e l’AI, è possibile individuare 4 fasi, ognuna delle quali corrisponde ad un crescente livello di integrazione e interconnessione tra operatore, AI e strumento. Nella prima fase, di assistenza, l’assistente AI funge da esperto virtuale, recupera informazioni dal manuale, ricerca comandi SCPI e guida l'utente passo per passo nella configurazione dello strumento. Nella seconda, di configurazione, l'AI combina diverse informazioni e configura automaticamente l'oscilloscopio.
Ad esempio può:
Nella terza fase, l’AI inizia a correlare dati provenienti da fonti differenti. Può ad esempio confrontare forme d'onda con datasheet, associare picchi spettrali ai componenti di una distinta base (BOM, Bill of Materials), oppure verificare parametri di commutazione di un MOSFET rispetto ai limiti normativi.
Nell’ultima fase, si arriva alla completa orchestrazione del workflow. L'utente può richiedere di eseguire operazioni complesse e tra sistemi interconnessi, ad esempio:
"Esegui il test numero 12 del piano di collaudo, valuta il risultato e genera il report."
L'agente AI configura lo strumento, esegue le misure, verifica i criteri pass/fail e prepara la documentazione finale. È possibile quindi andare a cambiare il paradigma di sviluppo di processi automatizzati.
Molti progetti infatti iniziano con una configurazione manuale e terminano con la necessità di realizzare un banco di misura automatizzato. MXO AI Connect consente di partire da una conversazione in linguaggio naturale e arrivare progressivamente alla generazione di script Python o sequenze SCPI riutilizzabili.
Questo approccio riduce il divario tipicamente esistente tra fase di esplorazione, validazione delle misure, sviluppo dell'automazione definitiva.
Tramite MXO AI Connect, l'oscilloscopio diventa un "collega virtuale" che comprende il linguaggio dell'ingegneria elettronica
L'integrazione non si limita ai comandi remoti, ma permette all’AI di utilizzare l’oscilloscopio come fonte di ulteriore informazione, ad esempio grazie all’acquisizione di screenshot dello schermo dell'oscilloscopio.
Si apre così la possibilità di scenari molto interessanti:
L'interazione diventa quindi multimodale: testo, immagini e risultati di misura vengono elaborati congiuntamente per assistere l'ingegnere nelle attività quotidiane.
Un aspetto fondamentale riguarda la gestione dei dati in termini di sicurezza e violazioni.
MXO AI Connect viene eseguito localmente e non richiede connessioni Internet proprie. Il server MCP risiede sul computer dell'utente e comunica con lo strumento tramite LAN o USB utilizzando VISA e SCPI. L'eventuale utilizzo di servizi cloud dipende esclusivamente dal modello AI o dal client scelto dall'utente.
Inoltre le modifiche effettuate sono immediatamente verificabili sul display dell'oscilloscopio e molti client MCP richiedono esplicita approvazione prima dell'esecuzione delle azioni.
L'introduzione dell'Intelligenza Artificiale nel mondo della strumentazione elettronica rappresenta probabilmente uno dei cambiamenti più significativi degli ultimi anni. Con MXO AI Connect, Rohde & Schwarz non si limita ad aggiungere una nuova funzione software, ma propone un nuovo modello di interazione uomo-strumento: l'ingegnere descrive l'obiettivo, mentre l'AI si occupa dei dettagli operativi.
L'evoluzione appare particolarmente interessante perché non sostituisce le competenze tecniche, ma ne amplifica l'efficacia.
La conoscenza di protocolli, elettronica e tecniche di misura rimane centrale; ciò che cambia è il tempo necessario per trasformare un'intenzione progettuale in una misura concreta. In prospettiva, gli oscilloscopi potrebbero diventare non solo strumenti di osservazione, ma veri e propri collaboratori intelligenti nei processi di progettazione, validazione e debug dei sistemi elettronici.